App Facebook: rinnovata la sezione notifiche

Mark Zukemberg ha annunciato, nella giornata di ieri, un interessante aggiornamento alla sezione notifiche dell’app di Facebook. Gli sviluppatori del social network più utilizzato al mondo hanno infatti lavorato a rendere questa sezione più utile e personalizzata per i singoli utenti. Al momento l’implementazione è riservata al pubblico americano che potrà vederla, in anteprima, già nella giornata di oggi ma è solo questione di tempo prima che il servizio venga diffuso a tutti i device.

App Facebook: notifiche più personalizzate

Gli utenti americani che oggi hanno utilizzato l’app di Facebook sui propri dispositivi iOS e Android hanno trovato una sorpresa. La loro sezione notifiche è apparsa, infatti, più ricca e personalizzata. Oltre alle tipiche notifiche provenienti dai propri contatti (like, tag e via dicendo) gli utenti hanno trovato una nuova sezione personale, composta in stile Google Now.

In pratica Facebook consiglia, sulla base degli interessi personali, una serie di schede che portano informazioni di reale interesse per l’utente. Previsioni del tempo, film in programmazione, risultati della propria squadra del cuore e molto altro: l’utente potrà scegliere cosa avrà piacere di visualizzare scegliendo tra decine di Cards messe a disposizione dal social network.

Facebook sempre più completo

L’obiettivo è quello di rendere Facebook un servizio sempre più completo. Con l’aggiornamento di questo nuovo servizio l’utente, tramite il social network, non solo potrà rimanere in contatto con i propri amici ma potrà anche rimanere, aggiornato, in tempo costante, sulle notizie di reale interesse.

Dopo Twitter che ha attivato un simile servizio di notifica qualche tempo fa anche Facebook si aggiorna dando spazio alle news e alle utilities per i propri utenti. Al momento non è stato ancora comunicato quando l’aggiornamento arriverà in Italia: l’annuncio ufficiale sulla pagina di Mark Zukermberg fa pensare, ad ogni modo, che l’implementazione sia definitiva. Non resta quindi che aspettare.

Autore dell'articolo: Alfredo Bianchi

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